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2018 - 14 settembre + 14/15/16/17 novembre

Ryoji Ikeda

Ryoji Ikeda

La recente riedizione dell'album 1000 fragments (Raster-Noton, 2008) di Ryoji Ikeda risalente al 1995 ci da un'idea di quanto questo artista abbia segnato un percorso rigoroso e coerente incentrato sulla poetica del dato puro e l'assenza di qualsiasi componente semantica e di quanto questa ricerca continui ad essere contemporanea ed attuale.
Parlare di musica elettronica in questo caso è riduttivo e non a caso il termine sound art nasce proprio dalla necessità di descrivere l'espressione di artisti come Ikeda che esplorano le proprietà fisiche del suono rapportate alle capacità percettive umane superandone i limiti stessi.

L'arte digitale che parla di se stessa porta a riflessioni che vanno ben al di là dell'autoreferenzialità che di primo impatto può stimolare a chi si avvicina all'opera di Ikeda. Il rapporto tra uomo e macchina è portato all'estremo attraverso una metodologia quasi microscopica dove l'attenzione per ogni minimo dettaglio porta a creazioni audiovisive capaci di un coinvolgimento inaspettato.
Arte zen in versione tecnologica capace di superare il passare delle decadi e rimanere attuale anche grazie al costante interesse dimostrato dalle più importanti istituzioni artistiche del mondo (Tate Modern, Centre Pompidou, Ars Electronica).

www.ryojiikeda.com